Il Rover

Il Rover

Sferoide biomeccanico di incerta natura.

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Con il termine Rover in inglese viene indicato qualcuno che conduce una vita nomade, un randagio.
Nella versione italiana non viene mai indicato con un nome preciso ed univoco.
Viene “attivato” dalla Sala di Controllo dal Supervisore, spesso su ordine del Numero 2. In alcuni casi lo vediamo vagare autonomamente, almeno in apparenza. Lo scopo di questo elemento di controllo del Villaggio è quello di sopprimere ogni manifestazione di libero arbitrio.

Appena giunto al Villaggio, al Numero 6 viene (di)mostrato il Rover. Il Numero 2, da un balcone, ordina ai sottostanti di fermarsi, immobili.
Obbediscono tutti all’istante, tutti tranne uno che, preso dal panico non sa che fare e divincolandosi in maniera disarticolata, finisce tra le grinfie del Rover che lo ghermisce, avvolgendolo e soffocandolo in una scena alquanto disturbante (in molti spettatori quell’immagine è il più vivido ricordo della serie).

Sembra essere generato dall’acqua, infatti nella maggior parte dei casi emerge dal mare o, come nell’esempio citato prima, fuoriesce da una fontana. Vive in simbiosi con il Villaggio, infatti alla fine dell’ultimo episodio, nel marasma psichedelico che accompagna la sconfitta (?) del Numero 1, lo vediamo sgonfiarsi fino a scomparire in una nebbiolina subito spazzata via dal vento.
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Può moltiplicarsi all’occorrenza, come quando recupera Nadia dal suo tentativo di fuga a nuoto, o quando ferma il Numero 6 in fuga dalle… elezioni.

Alcuni abitanti del Villaggio sembrano “adorarlo” seduti attorno ad esso in una grotta.

 

 

Sul piano metaforico, il Rover può essere associato a molte forme di controllo della libertà individuale. Personalmente sono incline ad identificarlo con il “senso di colpa“. Nei secoli, soprattutto tramite la religione, ma anche con l’etica dell’ideale politico, il “senso di colpa”, la responsabilità delle proprie azioni e la paura delle conseguenze inevitabili, sono state usate per il controllo del libero arbitrio.03_liberta5

Nel primo episodio, prima di incontrare il Rover, Numero 6 si sofferma davanti alla statua di Atlante, condannato a portare sulle spalle tutto il peso dell’universo per essersi ribellato agli dei dell’Olimpo…
Anche senza volerlo associare strettamente a specifiche forme di controllo dittatoriali o fortemente moralistiche, è facile indentificare il “senso di colpa” come una forma di (auto)controllo dei propri istinti.
Ed il senso di colpa soffoca avvolgendoti, può essere manipolato, ma una volta scatenato ha vita autonoma e ti riporta sempre, volente o nolente, alla… retta via.

 

 

Dal punto di vista strettamente tecnico, il Rover è un semplice pallore aerostatico, usato spesso per misurazioni in quota. Sul set de Il Prigioniero, veniva riempito con diversi gas o materiali per farlo scivolare o rotolare; a volte veniva trascinato da fili non visibili (o quasi).

L’originale Rover era un marchingegno molto più articolato e, francamente, meno interessante (per chi scrive, ovviamente) esistono reperti fotografici prima che venisse distrutto durante le riprese. Come ripiego, un felicissimo ripiego, venne scelto un molto più economico pallone di gomma, per la felicità dei produttori.

Ecco un filmato amatoriale che ritrae alcuni tentativi di utilizzare il prototipo:

 

Per questo Articolo mi sono avvalso di diverse fonti, che ringrazio:
Back In The Village
Pop Apostle

Article by admin

Dal 1996 curatore del sito Il Prigioniero, primo sito in italiano a dedicarsi alla serie tv culto "The Prisoner" di Patrick McGoohan. Tutti i diritti della serie sono di proprietà della GRANADA - ITV Entertainment.

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