09 – Regina, Torre e Pedina (Checkmate)

Il Prigioniero - 09 - Regina Torre Pedina_0.02.17.04

Distinguere le proprie pedine da quelle dell’avversario è la prima regola per giocare a scacchi: partendo da questo presupposto, in questo episodio il Numero 6, insieme ad altri prigionieri, cerca di scoprire chi sono i guardiani e di chi, invece ci si può fidare.

 

Regina, Torre e PedinaNel gioco degli scacchi vi sono due giocatori che gestiscono i vari elementi della scacchiera. Le pedine di ogni livello eseguono i loro ordini e possono muoversi solamente nell’ambito di rigide regole.
Non c’è spazio per la libera iniziativa, men che meno per le pedine!
Da qui Numero 6 viene colto dall’ispirazione: se la “torre” nella partita in corso, ha l’ardire e l’istinto di prendere l’iniziativa (subito ricondizionato con metodi pavloviani), forse la speranza di fuggire dal Villaggio non è del tutto perduta!
La ricerca di altri alleati, a questo punto è apparentemente semplice: chiunque dimostri anche un minimo senso critico è potenzialmente un aspirante fuggiasco.
Ma in questa gigantesca partita a scacchi un’altra pedina viene usata al solo scopo di tenere sott’occhio il Numero 6: la donna innamorata (artificialmente) del nostro eroe non si accorge di essere un vero e proprio guinzaglio umano. Ma a vanificare i piani di fuga non saranno le spie del Villaggio o il Rover, questa volta sono la superbia di Numero 6 e la paranoia dei suoi temporanei alleati i fatali punti deboli dell’ingegnoso progetto.

Regina, Torre e Pedina

Quando la paura ed il sospetto regolano i rapporti umani in una società, la possibilità che gli individui possano realmente relazionarsi in maniera costruttiva risulta molto difficile, se non impossibile.
La caratteristica principale di una comunità è la condivisione, da parte dei singoli individui, di diversi valori ed esperienze; tali caratteristiche permettono ai membri di una comunità di accrescere il proprio bagaglio culturale ed emotivo, tramite, appunto la condivisione ed il confronto.
Quando la comunità è tenuta insieme artificialmente, come nel caso del Villaggio, o come, in senso più allargato, negli stati, o nelle organizzazioni sociali e politiche, gli individui sperimentano la contrapposizione tra il naturale istinto umano all’aggregazione e l’opposta spinta individualista dell’autoaffermazione.
La società moderna occidentale impone diversi contraddittori modelli comportamentali incentrati sulla competitività, sull’individualismo e l’autoaffermazione, ma anche sull’accettazione passiva, l’alienazione e la disgregazione del senso di comunità; la contradditorietà di questi valori porta alla perdita di consapevolezza delle proprie potenzialità reali, la perdita del contatto tra se e gli altri.
In quanto cittadini occidentali, i membri di questa società capitalista nascono come elementi di un processo economico e come tali utilizzati, ottimizzati e plasmati a seconda delle necessità.
Che lo scopo sia politico, economico o sociale, è storicamente provato che per controllare una massa di individui, il metodo più semplice è frazionarla in unità più piccole.
Il sospetto, la paura, l’invidia (così come la superbia e un individualismo esasperato) sono potenti armi di disgregazione; la faziosità, sia essa politica o religiosa (o più recentemente addirittura legata  all’alimentazione!!) rende facile il compito di annullare la forza di una comunità di individui, spegnendone i potenziali focolai di critica, ragione e resistenza.
La resa, a questo punto è totale, incondizionata ed inconsapevole.

 

 

Article by admin

Dal 1996 curatore del sito Il Prigioniero, primo sito in italiano a dedicarsi alla serie tv culto "The Prisoner" di Patrick McGoohan. Tutti i diritti della serie sono di proprietà della GRANADA - ITV Entertainment.

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