07 – Ritorno a casa (Many happy returns)

 

 

Il Prigioniero - 07 - Ritorno A Casa_0.02.16.00

The_0.03.06.00E’ mattino al Villaggio, ed il numero 6, come ogni mattino si alza, apre l’acqua della doccia, prepara la colazione… Tutti gesti consueti, ma qualcosa non quadra: niente acqua, niente elettricità. Esce dal suo alloggio e s’accorge che tutto è fermo, abbandonato. Nessuno è in strada. Le porte sono chiuse e tutto è silenzioso… Il Prigioniero s’industria: costruisce una zattera, una bussola, scatta delle foto e si procura delle scorte:
è arrivato il momento di tornare a casa.

The_0.11.49.08

Dopo molti giorni in mare sulla zattera e con le provviste racimolate al Villaggio, riesce ad imbarcarsi clandestinamente su di un’imbarcazione di trafficanti di armi che, scopertolo lo buttano in mare.

Riesce a mettersi in salvo e, dopo con l’aiuto di alcuni nomadi accampati a ridosso di una scogliera, trova la strada per tornare a casa.

The_0.37.43.24
E dopo molte peripezie ci torna davvero, trovandola occupata da una gentile signora inglese, ignara di chi egli sia! Persino la sua Lotus Seven adesso è della nuova inquilina.

Raggiunge gli uffici dei suoi ex colleghi che, con molta sorpresa ed altrettanta diffidenza, accettano di organizzare la ricerca del Villaggio (individuato tra le coste del Portogallo e quelle del Marocco)… Inutile dire che il numero 2 ci mette lo zampino e questo breve ritorno a casa si rivela essere un tragico regalo di compleanno.

i_know2
Ne conosco ogni dado, vite o bullone,l’ho costruita con le mie mani!

Mai come in questo episodio si riesce a percepire il disperato ed inutile dibattersi del protagonista nel tentativo di tornare alla sua vita. La salvezza sembra a portata di mano ma, la beve illusione si infrange rivelando l’impossibilità di una reale libertà.

La gabbia dorata in cui siamo prigionieri è derivata dalle nostre sovrastrutture.
Gli oggetti, la “roba”, ci danno consapevolezza della nostra propria esistenza. Privarci delle vestigia di ciò che siamo anzi, venirne espropriati ed esporne la completa esautorazione, sconvolge le fondamenta stesse del nostro essere “individui”.
La civiltà moderna occidentale ci alleva nel tepore del possesso, ci insegna ad identificarci non in ciò che siamo ma in ciò che possediamo, in ciò che si può mostrare. Ed a questo punto avviene la magia: le catene che ci impediscono di essere liberi le mettiamo noi stessi, ben felici di indossarle. Incapaci di vederle come catene ed anzi assurgendole al ruolo di status symbol.

The_0.08.40.17

“Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo!”

Numero 6 sta per cadere nel tranello. Lontani dalle abitudini, anche quelle acquisite dietro le sbarre della nostra gabbia dorata, possiamo ancora riconoscerci, essere noi stessi, veramente?

Article by admin

Dal 1996 curatore del sito Il Prigioniero, primo sito in italiano a dedicarsi alla serie tv culto "The Prisoner" di Patrick McGoohan. Tutti i diritti della serie sono di proprietà della GRANADA - ITV Entertainment.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *